Dal ficus oltre il disegno di dolore



Dal ficus oltre il disegno di dolore




Mentre sistemavo il ficus, toglievo le foglie scure,ad un tratto,
mi ha colto una percezione di fastidio che andava oltre il senso di morte che mi trasmetteva la pianta, così sofferente; entrava in circolo quasi conoscesse la strada da sempre. Il fastidio come una pupilla, dilatava diventava vorace, pronto ad ingoiare me intera preda. Avevo iniziato da tempo ad osservarlo, abitava dietro la nuca, nell’angolo destro, si sporgeva sulla spalla e inviava segnali di dolore che scendevano con fitte potenti fino al polso, lo guardavo ma non mi indicava come leggerlo, come decifrarlo. Il senso di fastidio era dolore prossimo alla rabbia, inviava i segnali della sua presenza. Si preparava ad un attacco già collaudato da sempre, quello del sentimento di inferiorità misto al sentimento di superiorità, nutriti dalla forza cruda del dolore. Avevo partecipato alla cura del ficus come se fossi stata io lì inerte, inerme, vegetale, incapace di reagire eppure assolutamente “dentro”… quel piccolo alberello sofferente , ha la capacità di incanalare il suo dolore attraverso il fastidio che invia a me così sensibile a questa forza e chissà…anche il lampo lontano , il boato del tuono così risponde... ora.

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